ABOUT

GABRIELE PROVENZANO Gabriele Provenzano (b. 1998), è un artista visivo che attualmente lavora in Italia. Ha studiato grafica d'arte presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze e scultura e arti performative a Torino. Ha approfondito queste discipline con un periodo di studio all'Akademii Sztuk Pięknych w Łodzi, in Polonia. Nel corso degli anni ha sviluppato una pratica multidisciplinare che comprende scultura, performance e fotografia. Come artista punta a tradurre l’insieme delle sue esperienze in narrazioni visive e poetiche che servono ad esplorare quello che ama e quello che odia. Assorbe, elabora e crea la forma che ritiene più adatta a rappresentare inevitabilmente il personale, il sociale e l’ambiguo. Il suo lavoro più recente spesso include metafore basate sull'interspecismo contemporaneo ed archeozoologico: crea dei parallelismi con il mondo umano, interrogandosi sui meccanismi relazionali che attuano un processo di appiattimento, omologazione e costrizione dell’individuo e il suo rapporto distopico con gli altri esseri viventi e la natura. Attualmente conta delle mostre in Polonia, Germania e Turchia.


























TEXTS

CV

CONTACT
VADEMECUM (2025)


VADEMECUM  (2025)
Anti-theft metal frames.
Inside: drawings, papers, drawings pins, tape, eraser.
Ongoing series, variable dimension.
Vademecum, a series of works in burglar-proof metal frames. The compositions, created with mixed media typical of stationery and drawing, are freely inspired by illustrations from a children's book, now rare, dated 1950. The book in question depicted the wonders of the animal world, past and present, in a totally incorrect, scientifically inaccurate manner. This complete lack of culture, at the time conveyed as truth, has been revisited to bring to light the concept of falsehood in human history and how it is rooted in mass culture, thanks in part to artistic media. The dinosaurs depicted are sometimes almost invisible, to be discovered through the reflection of graphite that hides from less attentive eyes.

PHOTOS:
photographs by Luca Vianello e Silvia Mangosio
© I fuck you